
Era tutto tenebra, quella notte.
La malignità delle persone e l'astio dell'orgoglio avevano fatto si che l'oscurità cercassero il sopravvento.
Egli si contorceva nella speranza che la salvezza giungesse.
Quel giorno Davide, il prediletto, si mosse nella speranza che il suo turbamento avesse pace. Dov'erano finiti tutti i suoi compagni di viaggio? dove coloro che avevano condiviso con lui la battaglia? pochi erano rimasti, molti si erano adagiati nella vana convinzione che il viaggio fosse terminato, nell'illusione della Salvezza.
Superò il lago di Mirafioris, vicino alle lunghe paludi dell'olympikos, il luogo maledetto, inaccessibile alla metà del villaggio, si lasciò alle spalle le sponde selvagge dell'Egadir, le selve tetre dell'Uparned ed ivi colse due giovini, vecchi compari di traversata: il viandante Cappellino ed la badante claudia, la meretrice.
Voi verrete con me, gli disse.
Perchè, chiese Claudia, io qui ho tutto quel che voglio, io ho già vinto.
Sciocca, rispose Davide, la ricerca non finisce mai, guai a chi si ferma.
Io non devo dimostrare nulla, disse il Cappellino.
Taci, folle, puoi dirti felice? puoi dirmi che la tua anima è giunta? porta i trenta danari e venite con me.
Ed essi lo seguirono.
Nel cammino raggiunse le terre desolate del Barriera, si avvicinò ai pescatori e disse: vi farò pescatori di talenti e di assist.
Solo due risposero: Fabio il maledetto, baro e mentitore, e Marco il dubbioso. Essi videro la forza nei suoi occhi e decisero di seguirlo.
Piansero, la notte, i compagni caduti e smarriti nell'ambiguità del mondo. Ricordarono assieme le violente passioni e gli attimi di felicità. Infine si addormentarono.
Entrando nel villaggio di Emmauth furono subito accolti da una calca rumorosa, stavano per giustiziare due rei, colpevoli contro la morale: il frivolo Luca detto "il larizza", colpevole di comunismo anticonformista e di polemica inutile e il gaio Buzzico, venditore di corpi e gran custode della porta della città.
Egli disse: chi non ha mai visto la grazia redentrice della coppa campioni, scagli la prima pietra!
E così furono salvi.
Sul lungo percorso verso il campo celeste li raggiunse l'ultimo giovine, ebbro delle Sue gesta, raccontata da anni nel suo villaggio. Luca da Torino, bardo della terra di Gotzan e suonatore di liuto, gran maestro delle arti mediche.
E si incamminarono verso il destino.
Maestro chiesero, dove potremo trovare l'ottavo saggio? la ricerca sarà lunga e perigliosa, come faremo?
Io ho l'uomo giusto, lo incontreremo lungo il cammino, disse Luca il politicante, non dubitate.
E raggiunsero le vallate di Sbambatron.
Maestro, dove andiamo, chiesero.
Dove andremo non so, ma ci arriveremo
venerdi 23, alle 21.30, e li si compirà la Magia.